Trattamento con agopuntura
Introduzione
In occasione della Conferenza celebrativa per il 10° anno di fondazione del WFAS, tenutasi a Pechino nel 1997, presentammo uno studio teorico sull’interpretazione energetica delle patologie autoimmuni.
Basandoci sul fatto che il sistema immunitario struttura la propria capacità di distinzione fra “self” e “not self” durante la vita embrionale, e che il malfunzionamento di queste procedure predispone il soggetto al rischio di patologie autoimmuni, abbiamo ipotizzato una spiegazione di questi fenomeni dal punto di vista energetico, secondo la MTC.
I principi classici della MTC individuano infatti nel Cielo Posteriore il livello in cui il progetto energetico dell’essere umano, teorico e informe nel Cielo Anteriore, inizia a darsi un’organizzazione strutturale. Tale strutturazione diventa poi definitiva solo a livello della Legge dei Cinque Elementi (o, meglio, dei Cinque Movimenti), che si può intendere come la rappresentazione energetica della fisiologia umana.
L’ESV (Energetica dei Sistemi Viventi), decodifica scientifica dei dati tradizionali, individua nell’unità energetico-funzionale Tae Yin la genesi ed il controllo del sistema immunitario, attribuendole, a maturazione completa, il governo della frazione M delle immunoglobine. Il Tae Yin appare quindi come lo starter e il principale modulatore della risposta immunitaria, sia in condizioni normali che aberranti quali le malattie autoimmuni. Queste ultime, in quanto espressione di un efficiente funzionamento del sistema immunitario contro un bersaglio purtroppo anomalo, sono identificabili, quindi, sullo stesso percorso energetico.
Sulla Legge dei Cinque Elementi il Tae Yin si trova in due posizioni: centro (MP, Milza-Pancreas) e ovest (P, Polmone); il controllo del sistema immunitario sembra ascrivibile alla prima.
La considerazione che nelle malattie autoimmuni la risposta immunitaria è formalmente efficace, pur se diretta contro un bersaglio incongruo, ci ha spinto ad ipotizzare un trattamento che avesse come scopo la rieducazione e regolazione del sistema immunitario stesso piuttosto che la sua sedazione.
Questa ipotesi, che vede il Tae Yin in pieno energetico come la causa scatenante della risposta autoimmune, basa sulla modulazione dell’eccesso di attività dello stesso la possibilità di intervento allo scopo di trattare il paziente non solo dal punto di vista sintomatico ma anche etiopatologico. Dal 1997 abbiamo trattato alcuni pazienti affetti dalle forme più comuni di malattie aventi una etiopatogenesi di tipo autoimmunitario. Scopo di questo lavoro è presentare i risultati preliminari di questo studio.
Casistica
Sono stati trattati in tutto 18 pazienti (6 uomini e 12 donne, età media rispettivamente 32 e 43 anni) affetti da malattie quali Sclerosi multipla (9), Artrite Reumatoide (4), Fibromialgia (2), Tiroidite di Hashimoto (1), Heite terminale (1), Artrite Psoriasica (1).
Tutti i pazienti sono stati sottoposti a cicli di 5 sedute settimanali ripetuti almeno una volta a distanza di un mese.
Per riequilibrare i pazienti è stato formulato un trattamento riequilibrante, conosciuto in ESV come “Equilibraggio Triangolare”, a partenza dal Tae Yin ed impostato sul Cielo Posteriore.
I punti trattati sono: Lu7, LI4, St36, B60, GV9, CV12.
I trattamenti sono stati effettuati con aghi trimetallici lunghi 8 cm. La durata di applicazione degli aghi è stata in media di 30 minuti per ogni trattamento.
Alcuni pazienti (9 in tutto) seguivano già una terapia farmacologica. Considerata la gravità e l’imprevedibilità evolutiva delle patologie in questione, tale terapia non è stata da noi modificata. Alcuni pazienti, seguiti clinicamente per qualche anno, sono stati trattati sia durante l’assunzione delle terapie che durante periodi di sospensione delle stesse.
Risultati
Tutti i pazienti hanno presentato un miglioramento del quadro sintomatologico sia sotto l’aspetto algico che prestazionale.
I pazienti in terapia farmacologica hanno anche evidenziato una migliore tolleranza agli effetti iatrogeni dei farmaci assunti ed una “non” regressione alla sospensione delle somministrazioni.
Il paziente affetto da Tiroidite di Hashimoto ha presentato una riduzione del 70% dei titoli anticorpali dopo il 2° ciclo di sedute.
Complessivamente i pazienti non sottoposti a contemporanea terapia farmacologica hanno risposto meglio al trattamento con Agopuntura.
Conclusioni
In un nostro precedente lavoro (Congresso WFAS, New York, 1996), basandoci sul dato ormai accertato che cellule immunitarie del sangue periferico (linfociti) possiedano recettori per le benzodiazepine, abbiamo dimostrato che trattamenti ansiolitici con Agopuntura possono modificarne la densità. Questa è, a nostro avviso, la prova biologica, oltre che energetica, della relazione diretta tra sistema immunitario e sistema nervoso, relazione nota alla medicina occidentale come P.N.E.I. (Psico Neuro Endocrino Immunologia). L’Agopuntura in qualità di disciplina olistica si pone in posizione preferenziale, fra le varie terapie possibili, come strumento per affrontare e forse un giorno sconfiggere patologie così complesse come quelle che interessano questi settori.
La scarsa potenza del campione qui presentato non consente ancora purtroppo la formulazione di certezze scientifiche sull’efficacia dell’Agopuntura nel trattamento delle patologie autoimmuni. La positività dei risultati ottenuti autorizza però un sereno ottimismo sulla possibilità che ulteriori verifiche conferiscano all’Agopuntura la dignità di valido strumento nell’approccio a queste gravi malattie.
Dott. Massimo Bettin
